Comunico che
questa notte, tra il 13 e il 14 Marzo, alle ore
01.40 ho avuto a casa l'indesiderata visita dei Carabinieri
M.C. Biagioli Alvaro, Brig. C Venanzi Giuseppe e Asp.
Mariucci Roberto; la perquisizione si è conclusa portando
in caserma le tre persone che in quel momento si trovavano a
casa, rilasciandole solo alle 3 del mattino.
Ufficialmente a giustificare la perquisa era l'articolo
103/3 sulla droga, ovvero il solo articolo che permette
l'intrusione a casa senza mandato del magistrato.
Naturalmente non sono state trovate sostanze stupefacenti ed
è stata ben presto evidente la reale ragione della
perquisizione. Io in particolare ho assistito ad un
interrogatorio dove la parola e il concetto di droga non
sono stati minimamente presenti. Appena mi sono trovato
chiuso nella stanza con i 3 l'unico tema su cui si è
svolto l'interrogatorio, o meglio il monologo del
Maresciallo Biagioli, è stata la politica e l'unico
l'inguaggio usato quello degli insulti e delle minacce.
Biagioli ha immediatamente cominciare a parlare di anarchia,
dicendo che quelli come me che non rispettano le istituzioni
meritano di essere massacrati di botte per strada senza le
forze dell'ordine che intervengano, dato che di esse non
abbiamo bisogno, aggiungendo che mi avrebbe spaccato la
faccia lui se avesse potuto. Più volte mi sono state messe
le mani in faccia e la pressione delle dita sul petto, il
Mareciallo Biagioli con il palmo della mano ha più volte
fatto pressione sul mio volte dicendo che me lo avrebbe
spaccato in 2.
Hanno ricordato che se mai ci sarà un altro incidente con
la macchina loro non verranno a salvarmi questa volta, una
promessa che assume evidentemente il tono della minaccia.
Quando ho provato a chiedere cosa c'entrassero le loro
cazzate con l'art.103/3 Biagioli mi ha risposto che se
provavo a movermi o a dire qualcosa mi avrebbe preso a
pugni, mentre Mariucci si rallegrava del fatto che ora non
avevo più lo sgurdo di sfida di pochi minuti prima a casa
e continuava a minacciare.
L'invito ripetuto continuamente è stato quello di lasciar
perdere (non è chiaro cosa).
Nel complesso l'interrogatorio mi è sembrato
psicologicamente molto preparato, iniziato con una seria di
"stronzo" e "pezzo di merda" e conclusosi con le formalità
e con educazione, come nel voler recuparare e separare i due
momenti nel mio ricordo. Le altre persone interrogate, per
fortuna, non hanno subito le stesse mie pressioni, anche se
ufficialmente la perquisizioni in principio, quando si sono
presentati a casa, era indirizzata contro uno di loro e io
sarei stato condotto in caserma solo perché a nome mio era
intestato l'affitto, mentre alla fine nel verbale il mio
nome è il primo dei 3 a comparire.
Tutto questo testimonia le motivazioni politiche degli
sbirri, le stesse minacce di stare attento che se qualcuno
sarebbe venuto a spaccarmi la faccia non lo avrebbero
fermato le considero molto significative e invito i/le
compagni/e e gli/le amici/che a riffletterci su se dovesse
capitare qualcosa del genere.
Michele