Ringraziamo
I compagni che stanno esprimendo solidarietà in queste
ore.
Facciamo
presente che la maggiore diffusione del DOSSIER 2007 AVae-m è la migliore
risposta a queste provocazioni. Ordinatecelo è un ottimo strumento di denuncia, analisi
e lavoro.
Comuncati
Testo recente di Michele: IL MANIFESTO DEL PARTITO OPPORTUNISTA
IL CONTROLLO MENTALE E LA TORTURA TECNOLOGICA ED UDITIVA SONO ATTENTATI EX ART.280 CP
LA MAGISTRATURA CHE NON LI PERSEGUE E' PASSIBILE DI ALTO TRADIMENTO DELLA COSTITUZIONE
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From:
AVae-m
Sent: Saturday,
March 24, 2007
1:04 AM
Subject: 3 Aggiornamento
del Comunicato AVae-m e lettera Maurizio Bassetti 16-3-2007 ANNIVERSARIO
16-3-1978 CHI SONO I TERRORISTI ?
Comunicato AVae-m e lettera Maurizio Bassetti
L'AVae-m denuncia l'incremento esponenziale ed allucinogeno di provocazioni delle forze di polizia e in particolar modo dei carabinieri verso aderenti all'AVae-m o persone care in qualche modo legate agli stessi, Paolo Dorigo compreso, attuata sistematicamente per rendere difficile l'esistenza sociale a chi si batte contro le torture tecnologiche di regime, ed in maniera talmente palese e sottilmente selettiva da far pensare ad una sorta di sostegno all'attività di altre forze o altri nuclei delle stesse forze, che illegalmente praticano il GAS (Sindrome di adattamento graduale) sulle persone sottoposte a tortura tecnologica a distanza via radio e raggi di varia potenza ed effetti.
In particolare a partire dal sit-in AVae-m e CLCTTeC del 28 novembre scorso, pochi giorni prima che Indymedia chiudesse i battenti, sono avvenuti:
- incidente e provocazione violenta a Michele Fabiani
- provocazioni irrisione e tentativi di annientamento ad E.C., con spinte a chiudere il suo sito; recentemente è stata spinta a suicidarsi ed è ricoverata in ospedale..
- incidenti provocazioni e minacce a Paolo Sacchetto, da notare cambiamenti presso la caserma dei cc ove risiede
- aggravamenti dei trattamenti ad un nostro aderente, Giovanni
- sparizione e mancanza notizie di Salvatore di Cosenza
- strani episodi a persone coinvolte nell'attività sindacale SLAI COBAS di Paolo Dorigo nel veneziano, strani incidenti
- perdita di un'unghia a Paola Marziani ed aggravamento dell'attività intimidatoria verso di lei, anche palese ed irrisoria, di ff.oo.
- forme di pressing su parenti a Maurizio Bassetti
- minacce e sabotaggi a Biagio Mastorilli, collaboratore AVae-m e gestore di vari suoi siti di denuncia
e via dicendo
RITENIAMO
TALI TRATTAMENTI E PERDITA DI SENNO DA PARTE DELLE FF.OO. E CC UNA EVIDENZA
DELLA NECESSITA' LORO
DI FAR PERDERE LA TESTA A NOI E LA CREDIBILITA' ALLE
NS. DENUNCE PER IMPEDIRE CHE PASSI AL SENATO LA LEGGE DELLA CAMERA SULLA TORTURA
COSI' COME E', COSA CHE E' FACILITATA DALLE NUMEROSE ORPELLICHE MODIFICHE
PROPOSTE IN SENATO: FATELA PASSARE LA LEGGE COSI' COM'E', E MODIFICATELA POI,
CHE QUA CI AMMAZZANO.
Inoltre facciamo notare che in certe zone (veneziano, Abruzzi, ecc.) si stanno moltiplicando gli episodi di follia sociale con morti ammazzati
da tutte le parti e questo secondo noi potrebbe avere a che fare con queste tecnologie e tecniche e rispondere a necessità di "governo" di
territori "difficili" con notizie di cronaca nera per depistare l'attenzione sociale.
Un golpe bianco è in corso. La magistratura sa o non sa ?
AVae-m
Lettera di Maurizio Bassetti
Si moltiplicano gli episodi di intimidazione contro aderenti,
sostenitori e semplici amici dell'AVae-m.
L'episodio piu' grave e'
sicuramente quello ordito ai danni di Mchele solo due giorni fa, che illumina di
luce sinistra anche l'"incidente" di dicembre, da lui subito subito dopo la
manifestazione dell'Associazione sotto Montecitorio.
Però molti altri sono i
segnali e gli atti intimidatori o rovocatori che ho riscontrato personalmente in
questo ultimo periodo.
Ne riferisco solo uno che mi pare emblematico.
Mia
nipote viene spesso per lavoro a Roma e riesce a trovare un po' di tempo per
incontrarmi. Pochi giorni fa, dopo avermi salutato, si è recata alla sua
macchina per tornare a Latina, ove ha sede il suo ufficio. Non appena ha messo
in moto la sua macchina le si è accodata una macchina dei carabinieri, che
l'ha letteralmente tallonata continuamente, senza neanche rispettare la distanza
di sicurezza, PER OLTRE 60 KM. L'azione aveva evidenti finalità intimidatorie in
quanto non si trattava di un pedinamento, ma di un comportamento ostentato
(tanto che, quando una terza macchina cercava di inserirsi, i cc usavano
lampeggiatori e paletta per impedirlo).
D'altro canto, mia nipote si
aspettava di essere fermata per qualche infrazione, invece niente: arrivati alle
porte di Latina i cc si sono allontanati.
L'episodio, unito a tutti gli
altri, dimostra che si vuole creare un clima di paura anche nei semplici amici
della Associazione, attorno alla quale si vuole creare una sorta di terra
bruciata.
Evidentemente, con la nostra azione di denuncia alla luce del sole,
stiamo dando molto piu' fastidio di quanto pensiamo e AL BRACCIO ARMATO DELLO
STATO (in prima fila I ROS DEL CRIMINALE GANZER) STANNO SALTANDO I NERVI.
Di
fronte a tale rozza imbecillita', dobbiamo essere vigilanti, ma l'unica risposta
puo' essere solo quella di intensificare il nostro impegno e l'azione di lotta e
di denuncia contro la tortura tecnologica.
PIENA SOLIDARIETA' A MICHELE E A
BIAGIO E A TUTTE LE ALTRE VITTIME!
Un abbraccio
Maurizio
CONTRO MICHELE ATTEGGIAMENTO SQUADRISTA E
PARLAMILITARE
In questi ultimi anni abbiamo visto compagni legati al
letto ed incappucciati dalla polizia, morti ammazzati in carcere e
impiccati,
altri volati dalle finestre, imam sequestreti e torturati dai servizi segreti,
compagne violentate nei
moduli FIES in Spagna, etc.
Quello che è successo
al nostro amico Michele, e che ha anche riguardato sembra in maniera meno
violenta Franco e
Andrea, tutto sommato non è poi così grave. La grande
innovazione che vogliamo denunciare però è
l'atteggiamento paramilitare e
squadrista dei Carabinieri.
L'articolo 103/3 prevede la presenza di un
"fondato motivo di ritenere che potessero essere rinvenute
sostanza
stupefacenti o psicotrope" accompagnato da "motivi di particolare
necessità e urgenza che non consentiva un
tempestivo provvedimento
dell'Autorità Giudiziaria" (cfr. verbale del 14 marzo del Nucleo Radiomobile dei
Carabinieri
di Spoleto).
In altre parole se uno sbirro ritiene che ci sia
necessità di perquisire una casa per motivi di droga può farlo
senza
autorizzazione. L'unico ruolo che avrà la magistratura non sarà quindi
di denunciare il Maresciallo Biagioli Alvaro
il Brigadiere Venanzi Giuseppe e
Mariucci Roberto per violenza e minacce, anche perché si sa LA GIUSTIZIA
E'
SEMPRE DALLA PARTE DEI PADRONI, ma semplicemente quello di costringerli a
inventarsi delle "pezze d'appoggio" che
motivino "la particolare necssità e
urgenza" della perquisizione ufficialmente conclusa con esito negativo,
così
da sporcare un pochino la cariera a questi personaggi.
Ci penseranno gli
spoletini a salutarli e riconoscerli e complimentarsi per il loro operato, non
ci serve lo stato.
I carabinieri si sono presentati con la scusa della droga,
ma è chiaro che la droga non la cercavano: non avevano
cani, non hanno
neanche fatto il fin troppo ovvio controllo di far vuotare le tasche ai
perquisiti, non hanno
controllato sotto mobili e tappeti, in altre parole non
hanno cercato droga.
Non hanno potuto trasportare i tre nostri amici in
caserma proprio perché non hanno trovato (e cercato) nulla,
hanno
semplicemente preso i documenti e invitato i tre a segurili con la loro
auto per riprenderseli.
Insomma tutto è stato davvero fin troppo soft, ci
doveva essere sotto dell'altro. Infatti appena arrivati in caserma
invece che
ridare in dietro i documenti, quando Michele è entrato nella stanza a firmare il
verbale, gli è stata
chiusa la porta alle spalle, gli è stato tolto il
cellulare su ordine di Biagioli per evitare registrazioni e
è cominciato il
balletto di insulti, schiaffetti e minacce. Gli sono stati strappati gli
occhiali dal volto e
Biagioli ha cominciato a stuzzicargli il naso, tirare le
orecchie, minacciare di aprirgli il cranio, ogni reazione,
ogni movimento
sulla sedia, ogni battito di ciglia era occasione per intimorire a stare fermo,
a non parlare,
altrimenti sarebbero partite le botte, quelle vere.
A noi
di questa operazione non è piaciuto l'abuso paramilitare del già enorme potere
in dotazione a
Carabinieri e le metdologie squadriste usate.
Concludiamo salutando il Maresciallo Biagioli per aver tolto un po'di uforia
ai nostri irrequiti e vivacissimi amici,
sperando di ricambiare presto il
favore.
Alcune allegre ragazze delle boscaglie spoletine :-)
massima solidarietà a Michele dai compagni di Genova
Si Paolo
Ti / Vi
ringrazio per essermi vicini sin dal principio di questa paradossale storia, le
minacce attuali dimostrano, chi realmente sono, e contro cosa stiamo
lottando!
Se puoi
chiedere ai compagni tutti di essermi piu' vicini, ve ne sarei profondamente
grato, credo che le attuali minacce siano dovute infatti ai comunicati sugli
avvelenamenti della gente di Brindisi e Taranto.
Noi
lottiamo per la vita e loro ci minacciano!
Ecco il
vero volto degli "pseudo liberali"
sono solo
veri Nazisti!
Biagio
esprimo la
mia più totale solidarietà a Michele Fabiani da cui attendo solo istruzioni sul
da farsi se intende percorrere le vie legali.
episodio
gravissimo che segue le altrettanto gravi provocazioni dallo stesso subite
allorquando venne esplicitamente scoraggiato dal manifestare la sua solidarietà
a Paolo Dorigo quando questi era sottoposto a censura ed
e.i.v.
continua
nella tua lotta Michele, ti fa onore.
Vittorio
Trupiano
19-3-2007
Solidarietà antifascista e proletaria al compagno anarchico di Spoleto Michele Fabiani, dalla Rete Antifascista Perugina, per la grave intimidazione subita, nella notte tra il 13 e il 14 Marzo, ad opera dei Carabinieri M.C. Biagioli Alvaro, Brig. C Venanzi Giuseppe e Asp. Mariucci Roberto.
I suddetti rappresentanti dell’Arma, nonché “garanti della sicurezza”, dopo un’incursione senza mandato a casa del compagno e di due suoi coinquilini con la scusa di cercare droga, nonostante l’esito negativo della perquisizione, hanno condotto i giovani in caserma e qui li hanno trattenuti fino alle 3 del mattino.
La reale motivazione della perquisizione si è lapalissianamente manifesta con l’”interrogatorio” di Michele, che tutt’altro che la droga aveva in oggetto.
Chiuso in una stanza della caserma ha subito insulti, minacce, maltrattamenti e intimidazioni fasciste e paramilitari alla sua identità anarchica. La provocazione dei carabinieri, si è resa evidentemente politica quando il maresciallo Biagioli ha cominciato a infierire sugli anarchici, dicendo che “quelli come Michele, che non rispettano le istituzioni, meritano di essere massacrati di botte per strada, senza le forze dell’ordine che intervengano, dato che di esse non abbiamo bisogno!” aggiungendo che al compagno “avrebbe spaccato la faccia in 2 se avesse potuto”. Il tutto mentre stringeva con le mani il viso e colpiva con le dita il petto di Michele, “rassicurandolo” sul fatto che “se mai avesse avuto un’altro incidente stradale (Michele ne ha avuto uno qualche mese fa, dopo una dimostrazione sotto Montecitorio contro la tortura bianca e di Stato) loro non sarebbero venuti a salvarlo questa volta” e suggerendogli di stare “attento”, di non muoversi, non parlare, non fare niente, altrimenti lo avrebbero “preso a pugni…’sto anarchico, stronzo, pezzo di merda…[…] e se qualcuno fosse venuto a spaccargli la faccia, loro (i caramba) non lo avrebbero fermato”…
Quel che è successo a Michele non ci sorprende, d’altronde la massiccia, provocatoria, intimidatoria e persistente presenza delle forze dell’ordine all’assemblea del 16 dicembre 2006 a Campello sul Clitunno (subito dopo l’incidente di Michele) contro le morti sul lavoro era un segnale chiaro e inequivocabile di come lo Stato intende risolvere i problemi e i conflitti sociali.
Quel che è successo a Michele non ci sorprende, perché:
Questo è lo Stato che si assolve dalle stragi fasciste e di Stato, dai crimini razzisti di Opera, condannando e intimidendo chi lotta contro il razzismo dei CPT ed il fascismo (L'11 marzo 2006, 43 antifascisti furono arrestati per aver manifestato contro la parata neo-nazi-fascista della Fiamma Tricolore e la cosiddetta "sinistra radicale", oggi al governo, andò a solidarizzare con le forze dell'ordine che avevano protetto i fascisti pestando i compagni!)
Questo è uno Stato di polizia e di moderno fascismo, che ha bisogno di evocare ciclicamente lo spettro del terrorismo per la sua stabilità, criminalizzando preventivamente le lotte sociali e territoriali per evitare che si saldino tra loro e si costruisca una mobilitazione estesa e dal basso contro le scellerate politiche del neoliberismo.
Questo è uno Stato che riapre la "caccia alle streghe" con qualsiasi mezzo, legale o illegale che sia, che impone la dimenticanza e il revisionismo, la fascistizzazione e il razzismo ideologico, militare e paramilitare, con la riabilitazione del fascismo e dei “patrioti” repubblichini, la criminalizzazione di antifascisti, comunisti, anarchici e proletari rivoluzionari, la legittimazione dello Stato negazionista, revanscista, filosionista, razzista, stragista e imperialista italiano, il rogo per immigrati e spazi sociali e politici autogestiti attraverso:
Quel che è successo a Michele non ci sorprende, ma ci preoccupa e molto, perché siamo vicini non solo da un punto di vista geografico, ma nelle lotte. E a proposito del suo incidente e della sua attività di documentazione e controinformazione per il coordinamento di lotta contro le torture tecnologiche e di Stato, ci ritorna in mente la strage di Gioia Tauro del 22 luglio 1970; l’”incidente” in cui persero la vita 5 anarchici del sud il 26 settembre del ’70, mentre si recavano a Roma con le prove che quello di Gioia Tauro era un’attentato di matrice fascista sotto controllo CIA. L’”incidente”, che uccise i 5 anarchici reggini fu causato da 2 camionisti alle dipendenze della ditta di Junio Valerio Borghese.
Quel che è successo a Michele non ci sorprende ma ci indigna profondamente
perché la lotta per la libertà e la giustizia sociale è patrimonio di tutti gli antifascisti, i comunisti gli anarchici e i proletari consapevoli della loro forza rivoluzionaria.
perché la lotta per la libertà e la giustizia sociale è patrimonio popolare e non può essere “redento” all’obbedienza con simili intimidazioni
La nostra solidarietà va oltre la formalità, giusta e sacrosanta, che impone un rapporto di intenti antifascisti. E’ una solidarietà che sfiora l’amicizia. E' una solidarietà di classe, che parte dal basso, dai bisogni e dai timori dei proletari. Una solidarietà che nessuno ha pagato perché esista e nessuno ha delegato ad un'urna elettorale perché la rappresenti. E' una solidarietà che non si vende e che non può tradire.
LA SOLIDARIETA’ E’ UN’ARMA, PRATICARLA E’ UNA NECESSITA’
GIU’ LE MANI DAI COMPAGNI!
TERRORISTA E’ LO STATO,
TERRORISTI SONO I PADRONI E I LORO SERVI!
Rete Antifascista Perugina
(diffuso anche da FENIX Torino)
Nato libero, libero vuole vivere, non servo dei servi come coloro che col pretesto (orale) della droga lo hanno praticamente ed impunemente sequestrato per una notte intera.