MEMORIALE DI PAOLA S. caso censito AVae-m n.35
Paola si è rivolta all’Avae-m solo nel novembre 2006
Sono una vittima di controllo mentale dal 1985.
Subisco tale trattamento a fasi alterne da 21 anni, da quando
cioè mi sono rivolta alle strutture di sanità mentale nazionali, nella
fattispecie al CPS di zona 6 di Milano, nelle persone del Prof. Ferradini
(psicologo) e del Dr. Maranesi (psichiatra), in seguito ad un periodo di
confusione e fragilità, dovuto alla morte della nonna paterna e ad una storia
sentimentale finita male, esperienze avvenute in maniera molto ravvicinata.
I primi controlli in forma uditiva sono infatti successivi alla mia frequenza a
questi centri, è risaputo che nei casi di malattia mentale che la psichiatria
ufficiale cataloga come schizofrenia, siano presenti manifestazioni che
tale disciplina definisce come 'allucinazione acustiche'.
Sono stata sottoposta all'uso coatto di psicofarmaci da allora, per molti anni
senza alcun intervento di tipo uditivo e subendo ricoveri in noti reparti
psichiatrici milanesi, più frequentemente il Fatebenefratelli, legato al CPS di
zona 6.
Questi ricoveri vengono effettuati in maniera del tutto arbitraria, in seguito
a tentativi di suicdio e anche senza giustificazione alcuna al 'paziente' cui
viene intimeto tale trattamento.
All'interno dei reparti psichiatrici si verifica il contatto con la
droga, spesso chi è soggetto all'utilizzo di psicofarmaci infatti è condotto
all'uso di sostanze stupefacenti, proprio attraverso la realtà di questi
organismi.
Il legame di tipo familiare ha in tutto questo un ruolo determinante.
I ricoveri subiti nelle strutture psichiatriche, dopo i tentativi di suicidio,
sono infatti soggetti anche alle decisioni dei familiari. durante il periodo di
convivenza con il mio ex compagno, ad un tentativo di suicidio non è seguito
che un normale reparto clinico, infatti si è assunto la responsabilità della
mia persona di fronte alle autorità psichiatriche.
A causa dell'ideologia politica mia e del mio compagno, durante la nostra
convivenza siamo stati sottoposti a controlli digos e i controlli di tipo
mentale da me subiti sono ripresi in maniera maggiormente invasiva, anche
perchè l'assunzione di questo tipo di farmaci si era per me ridotta a quattro
gocce di serenase a basso dosaggio la sera, terapia prottrattasi per due anni.
La diagnosi della psichiatria ufficiale è quella di 'schizofrenia paranoide',
diagnosi cui probabilmente la mia famiglia d'origine crede da molti anni, anche
per le pressioni su di essi esercitate da tali organismi.
Ho effettuato il tentativo di distaccarmi dalla frequenza obbligata al CPS di
zona 6, Milano, nella persona del Dr. Carfì, e dall'uso di psicofarmaci
mediante la dichiarazione scritta di un medico che si è assunto in tal modo la
responsabilità della 'cura' della mia persona, dal punto di vista
psicoterapeutico e che mi ha sospeso l'assunzione di psicofarmaci.
Pochi mesi dopo questa risoluzione sono stata nuovamente sottoposta a controllo
mentale, che mi ha causato problemi lavorativi, ho infatti sempre lavorato,
rendendomi autonoma dalla famiglia, anche abitativamente e, anche in seguito
all'intervento della famiglia d'origine, sono stata sottoposta all'ennesimo
trattamento psichiatrico di tipo ospedaliero presso l'ospedale Niguarda di
Milano e alla somministrazione coatta ad alto dosaggio di psicofarmaci.
Ora sono soggetta a controllo psichiatrico presso il CPS di zona 9 di Milano.
Il dosaggio è stato ridotto nel tempo a causa delle mie insistenti richieste in
tal senso allo psichiatra Dr. Bonicalzi, che in occasione dell'ultima mia
richiesta di questo tipo, ha velatamente ma in maniera comunque riconoscibile
alluso ad un prossimo intervento di di controllo mentale, che puntualmente si è
concretizzato e che tutt'ora subisco. Durante il nostro ultimo colloquio, alla
mia affermazione di conoscere i mezzi attraverso cui operano le strutture
psichiatriche, egli ha immediatamente rivolto nei miei confronti l'accusa di
credere di essere soggetta a complotti, ai quali non avevo accennato in alcun
modo. Ha in seguito alluso a sintomi di tipo psichiatrico, che posso
ricondurre solo al controllo mentale, soffro infatti di controllo
mentale, che si sarebbero presto dovuti ripresentare in seguito alla riduzione
del farmaco da me assunto: i controlli sono infatti ripresi e anche la mia
gattina è sottoposta a condizionamenti di tipo subliminale che la inducono a
compiere determinate azioni, anche di aggressione nei miei confronti.
La mia fede è la lotta di classe: la borghesia imperialista va abbattuta e
combattuta, con la controinformazione e l'azione politica, poichè la politica
borghese è politica nazista.