Comunicato di Michele
Fabiani portavoce dell’AVae-m, 28-11-2006
SUL SIT-IN A ROMA DAVANTI AL
PARLAMENTO ITALIANO
IN PIAZZA MONTECITORIO
rammarichiamo l'assenza dei parlamentari invitati: Sen.Russo Spena, On.Caruso, P.Cacciari e Zanella
(servizio fotografico di Maurizio Bassetti)
Poster preparato da una aderente AVae-m per il sit-in del
28-11
Alcuni cartelloni per il sit-in del 28-11 preparati da un aderente
AVae-m
Un volantino per il sit-in del
28-11-2006 redatto da una aderente AVae-m
Un volantino per il sit-in del 28-11 sulla condizione delle persone
trans torturate tecnologicamente
TUTTI I COMUNICATI ED ESPRESSIONI DI SOLIDARIETA' CON PAOLO
CONTRO LA TORTURA DEL CONTROLLO MENTALE pdf
LA CARTINA ITALIANA CON LA LOCALIZZAZIONE DEI 30 CASI CENSITI DA AVae-m)
Ieri, martedì 28 novembre, alcune decine di
persone,
provenienti da tutta Italia, e convocate da AVae-m e CLcttec
si sono ritrovate a manifestare
sotto la Camera dei
Deputati in solidarietà con l'eroico
sciopero della fame di Paolo Dorigo e
contro la tortura
tecnologica. Alcune di loro hanno dovuto affrontare
viaggi
di oltre 6 ore per essere presenti a Roma.
Come è stata
definita da un’altra Vttima, questa
manifestazione ha rappresentato un
momento storico per
l'Italia. Per quanto potranno continuare a ignorare
le
nostre rivendicazioni di VERITA' e LIBERTA', da oggi il
mondo della
politica non potrà più dire di non sapere.
Ci siamo trovati davanti a
Montecitorio con cartelli e
slogan come "LIBERTA' PER PAOLO DORIGO, NO ALLA
TORTURA
IMPERIALISTA", "DIRITTO ALL'ESPATRIO PER PAOLO DORIGO",
"CARCERE =
MORTE. NO AL 41BIS", "BASTA CON LA TORTURA
SULLE DONNE TRANSESSUALI",
"VOGLIAMO LA VERITA' SULLA
TORTURA TECNOLOGICA", COMMISSIONE DI INCHIESTA
SULLA TORTURA
IN ITALIA SUBITO" ecc, ecc.
Soprattutto molte delle
Vittime presenti hanno portato
documentazioni personali, scansioni di lastre,
documenti in
cui riassumevano le proprie vicende e la storia breve
ma
intensa della AVae-m. Documentazioni che sono state
visionate, nelle
oltre tre ore di presidio, da centinaia di
persone, tra cui decine di
politici e giornalisti.
Un fitto volantinaggio è stato fatto nelle zone
limitrofe
al Parlamento, all'ingresso principale della Camera e in
tutta
la Piazza Montecitorio. Ingente lo schieramento di
forze dell'ordine che
silenziosamente ha osservato la nostra
pacifica iniziativa.
Mentre, nelle stesse ore, a Perugia veniva svolto un
volantinaggio in
solidarietà con Dorigo da parte di
alcuni/e compagne/i che non erano riusciti
a raggiungere la
Capitale.
Segno che la nostre denuncie stanno
ormai uscendo allo
scoperto è stato la partecipazione di una decina
di
compagni/e non appartenenti ne all'Allassociazione Vittime
armi
elettroniche-mentali, ne al Coordinamento di Lotta
contro le torture
tecnologiche e carcerarie, personere al di
fuori dei gruppi politici
organizzati, ma che semplicemente
sono venute al presidio dopo aver letto
comunicati in
internet o ascoltato la propaganda di Radio Onda Rossa.
Il
loro interesse come quello di molti passanti si è
concentrato
sull'incredibile vicenda giudiziaria e
torturatoria di Dorigo, ma anche sulle
storie personali
delle Vittime presenti. C'è stato da parte delle Vittime
e
dei compagni/e solidali un continuo dialogo con il pubblico
durante
tutta la durata del presidio.
Un ringraziamento inoltre al movimento
anarchico, autonomo e
comunista del Lazio e dell'Umbria, che ha dato
un
indispensabile supporto organizzativo e militante
alla
manifestazione.
Un intervento di una delle Compagne e compagni di
Perugia
aderenti al comitato per la liberazione di Paolo Dorigo
e sua nota mail:
una trentina di compagni-e e Vittime (E.C., Maurizio
Bassetti,
P.G.,
T.G, M.G.), e l’autore del libro La tortura nel Bel Paese,
hanno
partecipato oggi al presidio,
hanno
fatto un volantinaggio massiccio
(alcune
migliaia di volantini), esposto cartelli, avvicinato passanti.
I
parlamentari non si sono fatti vedere ma in compenso sono venute apposta alcune persone,
che
avevano letto della manifestazione su internet.
A
Perugia è stato fatto un volantinaggio fuori
dell’ospedale.
Un
saluto è pervenuto a Paolo anche da Angelo Quattrocchi, autore di
libri
sul
movimento del 68 parigino, cui partecipò, ed editore de La tortura nel Bel
Paese